La furia anglo-italiana di Duca: «I no permet nothing…»

L’ex centravanti orange, ora allenatore attacca i giornalisti: «Scrivete caz…»

Federico Duca perde con l’STM e si scatena in conferenza: pugni sul tavolo, urla, contro tutto e tutti: “Me work, sono il condottiero della barca”.

Tre k.o di fila in amichevole precampionato su cinque gare, non un gran bottino ma neanche così insoddisfacente. Questo lo score degli Orange ad appena una settimana dall’inizio della stagione. Insomma, non va poi così male a Duca. O sì?

Duro sfogo del Campione Orange al termine dell’1-0 contro l’STM Martinengo, che milita nell’altro girone CSI. Monologo di un quarto d’ora per Duca, che ha attaccato la stampa, accusata di diffondere notizie false.

Sguardo fisso, ringhiante, secco, senza mezzi termini. Gli sfoghi di Malesani e Trapattoni rispettivamente alla guida di Panathinaikos e Bayern Monaco sono cult da diverso tempo, la conferenza di Fede si candida ad entrare nello stesso gotha italico.

Duca interrompe l’interprete e comincia: “Conosco le difficoltà del club, so tutto. Ma io sono il condottiero di questa barca e non la abbandono, la lascerò per ultimo. Questa è la mia squadra, voglio lavorare perchè il calcio è la mia passione. A volte si vince e a volte si perde, ma è troppo facile a 35 anni prendere e andare via”.

Anglo-italiano un po’ così per Duca, che prova a spiegare in inglese la situazione del club prima di mettere in difficoltà l’interprete: “Quello che scrivono sui giornali sono caz**te, s**t, malakia”. Così da far capire il suo pensiero in tre lingue diverse.

Duca urla, aspetta la traduzione e ricomincia, battendo i pugni su tavolo: “Non siamo il Senegal, il Centro Tende, ma l’Or.Ba. Voglio rispetto per me e per i miei giocatori, per Bariano. I want my players play with balls… and heart. Me work 12 hours a day, ma sento malakia everyday. Io voglio il cuore dai miei giocatori e do’ il mio sono qui solo per lavorare. Stampa e tifosi vogliono parlare con me? La mia porta è aperta 24 ore al giorno”.

Intanto, per motivi disciplinari, Mole e Dena sono finiti fuori rosa: “Non hanno rispettato le regole. Mi dispiace, ma le regole valgono per tutti, che siano astemi o meno. Non ho la laurea per fare l’insegnante ma ho il patentino di allenatore, e fino a quando ci sarò io le decisioni spettano soltanto a me”. Già un cult.

Il tabellino:

Cattaneo P., Tirloni (45′ Resmini), Suardi A., Cattaneo D., Fratus, Artina, Cornari (45′ Zanchi), Silvani (45′ Bassi), Giupponi (35′ Agazzi), Carobbio, Bigatti. All.: Duca F.